Il tempo di reazione. La capacità di prevedere il futuro nello sport.

I tempi di reazione ricoprono un ruolo fondamentale in molte discipline sportive.
Il tempo di reazione misura l’intervallo tra un segnale esterno e la reazione ad esso. A differenza dei riflessi, dove l’informazione va direttamente ad un muscolo del midollo spinale e non coinvolge il cervello, le reazioni devono essere elaborate. È il cervello a decidere se lo stimolo è abbastanza importante per rispondere e come farlo nel modo più efficiente. Poiché il tempo di reazione richiede una risposta fisica da parte dei muscoli, rappresenta una grandezza diversa rispetto al tempo di rilevazione, che descrive “solo” la velocità con cui è possibile percepire un segnale.

Il tempo di reazione dipende da tre fattori principali:
Percezione
• Elaborazione
• Risposta
ed è il risultato della somma di queste tre grandezze. Una volta che il segnale viene percepito attraverso il sistema sensoriale (la parte del sistema nervoso responsabile dell’elaborazione delle informazioni che arrivano da vista, udito, olfatto, gusto, tatto), il cervello elabora rapidamente le informazioni e risponde inviando un messaggio ai muscoli lungo il midollo spinale, creando la contrazione corretta per generare il movimento.

Il tempo di reazione può essere diviso in tempo di reazione semplice e tempo di reazione complesso. Il tempo di reazione semplice si riferisce alla reazione ad un singolo stimolo con un’azione predeterminata. É un tempo molto veloce, dovuto al fatto che c’è un solo stimolo e una sola risposta ad esso. Per esempio, reagire ad una pistola di partenza durante uno sprint di 100m è un compito che afferisce al tempo di reazione semplice.
Il tempo di reazione complesso, noto anche come tempo di reazione a scelta o composto, descrive invece il tempo necessario per recepire uno stimolo variabile e rispondere ad esso nel miglior modo possibile. Poiché il cervello riceve più informazioni dall’ambiente e deve scegliere tra possibili risposte diverse, il processo richiede un tempo più lungo. Un esempio di tempo di reazione complesso è quello di un giocatore di calcio o di basket che ha bisogno di analizzare sia il movimento della palla che quello degli altri giocatori in campo.
Le due componenti sono ovviamente collegate tra di loro. Più veloce è il tempo di reazione semplice, maggiore è la quantità di tempo disponibile per elaborare ciò che accade sul campo.
I tempi di reazione non sono solo il risultato della nostra fisiologia, ma possono essere influenzati anche da alcuni fattori ambientali e mentali. Essere troppo stanchi, troppo rilassati o addirittura troppo tesi porta a tempi di reazione più lunghi. Ciò significa che durante una prestazione sportiva è necessario essere ben riposati, mentalmente pronti e molto concentrati. Anche la temperatura ha un effetto sui tempi di reazione. Secondo alcuni studi, il risultati migliori si verificano a temperature corporee più elevate. Man mano che la temperatura corporea si raffredda, i tempi di reazione si allungano progressivamente.
Le distrazioni sono molto comuni negli sport. Rumori di fondo come fischi, urla o insulti possono disturbare il processo di pensiero e ostacolare i tempi di reazione. Per questo motivo è importante che un atleta riesca a eliminare mentalmente tutte le distrazioni inutili per cercare di concentrarsi al meglio.
In media, il tempo di reazione semplice per la maggior parte delle persone è tra 0,16 e 0,2 secondi. Tuttavia, gli atleti di alto livello raggiungono tempi fino a 0,13 secondi. Il che naturalmente significa avere, a parità di condizioni, anche un tempo di reazione complesso più veloce.
La strategia più corretta per migliorare i tempi di reazione è l’allenamento cognitivo. Ciò significa utilizzare esercizi appositamente progettati che mirano a migliorare le reti neurali, per dare modo al cervello di creare connessioni più forti e sane che forniscano risposte più rapide con minore sforzo mentale.
Il motivo per cui siamo in grado di migliorare le nostre capacità cognitive è dovuto alla neuroplasticità del cervello, che descrive la capacità di sezionare le informazioni e di adattarsi in base alle esperienze passate e alle esigenze ambientali. E se la neuroplasticità è un fattore importante nell’apprendimento cognitivo, è addirittura imperativo nell’apprendimento motorio.
Il tempo di reazione è difficile da migliorare e richiede un allenamento costante. La maggior parte delle sessioni di lavoro dovrebbero comunque essere brevi, perché questi esercizi richiedono una concentrazione e un’attenzione totale.
Dal punto di vista atletico, l’importanza dei tempi di reazione varia da sport a sport, ma la capacità di reagire con prontezza alle mosse degli avversari o di adattarsi a situazioni che cambiano a grande velocità può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.
Se si vuole rimanere in vantaggio rispetto alla concorrenza, è necessario essere in grado di reagire in modo incredibilmente veloce. Un processo decisionale più rapido può avere l’effetto pratico di “rallentare” il gioco e aiutare a mantenere la calma nelle situazioni più concitate. Per questo motivo, includere negli allenamenti alcuni esercizi sui tempi di reazione può essere una buona idea per chi sta cercando di diventare un atleta migliore.